
Crostate artigianali
La storia
Nel 1570, a Roma, il cuoco Bartolomeo Scappi pubblica Opera, uno dei più importanti ricettari del Rinascimento. Tra le sue pagine c'è un intero capitolo dedicato alle crostate — e qui arriva la sorpresa: quelle crostate non sono necessariamente dolci. Scappi le prepara con funghi, frutta, formaggi, carne, spezie, zucchero; alcune sono ricoperte da strisce di pasta, proprio come quelle che riconosciamo ancora oggi.
La crostata, quindi, non nasce come il dolce alla marmellata della domenica: nasce molto prima, come un'idea — una pasta che racchiude qualcosa.
Poi i secoli fanno il resto. La frutta prende il posto della carne, arrivano confetture e creme, la pasta diventa friabile, e quella vecchia idea del Rinascimento arriva fino alle nostre tavole.
Una crostata cambia ripieno, ma non cambia mai il suo modo di raccontare ciò che c'è dentro.
Il processo
Presto racconteremo qui, passo per passo, come nasce questo prodotto nel nostro laboratorio.
Crostate artigianali
Una frolla friabile che racchiude marmellate siciliane, preparate con la frutta e gli agrumi della nostra terra. Un classico che cambia sapore con ogni stagione.
Gusto
Formato
Hai altre domande su questo prodotto?
Valori nutrizionali
Valori medi per 100 g di prodotto — indicativi, in attesa dei dati reali di analisi.
- Energia
- 380 kcal / 1590 kJ
- Grassi
- 14 g
- di cui acidi grassi saturi
- 6 g
- Carboidrati
- 58 g
- di cui zuccheri
- 30 g
- Fibre
- 2 g
- Proteine
- 6 g
- Sale
- 0.3 g
Conservazione
A temperatura ambiente in contenitore chiuso per 2-3 giorni; una volta tagliate, si consiglia di conservarle in frigorifero.

