
Sbriciolata alla ricotta
La storia
Questa storia, in realtà, comincia lontano dalla Sicilia. Nelle campagne mantovane, molto prima che arrivasse sulle tavole eleganti, esisteva una torta povera fatta con ciò che c'era: farina di mais, grassi e frutta secca. Era irregolare, grossolana, e soprattutto si rompeva.
Poi la ricetta arriva alla corte dei Gonzaga, prima del Seicento: gli ingredienti si raffinano, entrano mandorle, zucchero e farina bianca. Ma la torta mantiene il suo carattere — non si taglia in fette perfette, si spezza.
Il nome stesso viene da brìsa, "briciola" nel dialetto mantovano.
È curioso pensare che una preparazione nata nelle cucine contadine sia arrivata alla corte dei nobili senza perdere la sua caratteristica più importante: continuare a sbriciolarsi tra le mani.
Il processo
Presto racconteremo qui, passo per passo, come nasce questo prodotto nel nostro laboratorio.
Gli ingredienti
Materia prima protagonista: Ricotta siciliana
Sbriciolata alla ricotta
Frolla friabile, tante briciole dorate e un ripieno morbido al centro. Si spezza, si condivide e difficilmente ci si ferma alla prima fetta.
Gusto
Formato
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Valori nutrizionali
Valori medi per 100 g di prodotto — indicativi, in attesa dei dati reali di analisi.
- Energia
- 410 kcal / 1716 kJ
- Grassi
- 20 g
- di cui acidi grassi saturi
- 10 g
- Carboidrati
- 45 g
- di cui zuccheri
- 22 g
- Fibre
- 1.5 g
- Proteine
- 8 g
- Sale
- 0.35 g
Conservazione
In frigorifero, per la presenza di ricotta fresca; consumare entro 2-3 giorni dall'acquisto.